Il 7 aprile di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Salute, un’iniziativa istituita nel 1948 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi sanitari di rilevanza globale.
La scelta di questa data coincide con la fondazione stessa dell’OMS, sottolineando l’importanza della salute come diritto fondamentale di ogni individuo.
Secondo l'attuale definizione, la salute non è semplicemente l’assenza di malattia o infermità, bensì uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Questo concetto si è evoluto nel tempo, riconoscendo che la salute non dipende solo da fattori biologici, ma anche da elementi psicologici, sociali ed economici. Un individuo è realmente in salute quando ha accesso a cure adeguate, vive in un ambiente sano e può godere di benessere emotivo e relazionale. Ciascuno di questi elementi è, infatti, imprescindibile per garantire la salute di un individuo. Tale visione completa del concetto di salute, sottolinea l'importanza di fattori quali la prevenzione e l’equità nell’accesso alle cure.
Ogni edizione della Giornata Mondiale della Salute è dedicata a un tema specifico, con l’obiettivo di portare all’attenzione problemi sanitari cruciali, attuali e di promuovere azioni concrete per il miglioramento del benessere globale. Negli anni, la giornata ha affrontato tematiche come la salute mentale, l’accesso alle cure, la resistenza agli antibiotici e il cambiamento climatico, coinvolgendo governi, organizzazioni sanitarie e cittadini di tutto il mondo.
Salute materna e neonatale
Quest'anno, il focus della Giornata Mondiale della Salute è la salute e la sopravvivenza di madri e neonati, con il tema "Un inizio sano, un futuro pieno di speranza" ("Healthy beginnings, hopeful futures").
L’OMS lancia un appello per porre fine alle morti prevenibili legate alla gravidanza e al parto, concentrandosi sull’accesso alle cure e su politiche sanitarie più efficaci per proteggere la salute delle donne e dei loro bambini.
Le statistiche sono allarmanti: ogni anno, circa 300.000 donne perdono la vita a causa di complicazioni legate alla gravidanza o al parto, mentre più di 2 milioni di neonati muoiono nel loro primo mese di vita o nascono morti. Ciò significa che, nel mondo, una madre o un bambino perdono la vita ogni 7 secondi, spesso a causa di fattori evitabili.
Per affrontare questa emergenza, l’OMS chiede ai governi e ai sistemi sanitari di:
- Migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria prima, durante e dopo la gravidanza.
- Investire in programmi di prevenzione e monitoraggio per identificare e trattare tempestivamente le complicazioni.
- Garantire accesso equo ai servizi sanitari essenziali, specialmente nei paesi a basso reddito.
- Proteggere i diritti delle donne attraverso politiche di supporto, come il congedo di maternità retribuito e l’accesso ai servizi di pianificazione familiare.
"Non è sufficiente che le donne sopravvivano al parto, devono anche essere in grado di godersi la vita in buona salute".
Dott.ssa Pascale Allotey, direttrice del Dipartimento di Salute Sessuale e Riproduttiva dell’OMS.
Questa giornata non è solo un momento di riflessione, ma un invito all’azione: garantire cure adeguate alle madri e ai neonati significa costruire un futuro più sano per l’intera società. È necessario un impegno collettivo affinché ogni nascita sia un momento di speranza, e non di rischio.
La salute: un bene prezioso da tutelare
La salute è il bene più prezioso di cui disponiamo, ma non è certo inesauribile e assicurato, e per questo la sua tutala deve essere una priorità per tutti. Prendersene cura, per sé stessi e per gli altri, è un dovere morale e sociale. La prevenzione, l’informazione e l’accesso alle cure non sono lussi, ma diritti fondamentali che devono essere garantiti a ogni individuo, indipendentemente dal contesto sociale o economico.
In quanto Ordine dei Biologi del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta, rappresentiamo una categoria professionale che, più di ogni altra, ha il dovere di impegnarsi attivamente nella tutela, salvaguardia e promozione della salute pubblica. Il nostro lavoro non si limita alla ricerca o alla pratica professionale, ma si estende alla divulgazione e alla sensibilizzazione su tematiche fondamentali come questa.
Per questo motivo, esortiamo tutti i colleghi Biologi a unirsi a noi nel celebrare questa importante giornata, ma soprattutto nel trasformare le parole in azioni concrete, nel proprio ambito lavorativo, privato e nella società. La salute è un diritto di tutti, ma anche una responsabilità collettiva.