Lo scorso sabato 22 novembre, a Torino, si è svolto il congresso “Un viaggio nel cosmo delle malattie rare: caratteristiche di genere e management”, un appuntamento di grande rilievo per professionisti della salute volto ad approfondire le malattie rare, con particolare attenzione alle differenze di genere e alle strategie innovative di gestione clinica e assistenziale.
L’evento si è tenuto presso l’Aula Magna dell’ex Educatorio della Provvidenza ed è stato promosso dall’AIDM (Associazione Italiana Donne Medico), con il patrocinio di istituzioni e società scientifiche, tra cui il nostro Ordine.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di aggiornamento su tematiche complesse e multidisciplinari, tra cui la rete piemontese delle malattie rare, le patologie immunoreumatologiche e endocrine rare, le innovazioni terapeutiche, le malattie neurologiche e metaboliche rare e gli aspetti genetici e psicologici legati al supporto del paziente.
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda sugli aspetti socio-assistenziali, con l’obiettivo di favorire un approccio integrato e centrato sui bisogni reali dei pazienti.
In rappresentanza dell’Ordine dei Biologi del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta, ha partecipato la Vicepresidente, la Dott.ssa Anna Barbui, la quale ha voluto sottolineare il ruolo strategico dei Biologi nella ricerca e nell’assistenza sanitaria:
“I Biologi studiano la vita in tutte le sue dimensioni e collaborano a stretto contatto con medici, farmacisti e altri operatori sanitari nella diagnostica e nella ricerca. Lavorare insieme significa creare sinergie concrete per sostenere i pazienti.”
La Dott.ssa Barbui ha inoltre evidenziato come la ricerca sulle malattie rare non abbia solo un impatto immediato sui pazienti affetti da patologie rare, ma contribuisca anche alla comprensione dei meccanismi genetici ed epigenetici dei processi vitali, fornendo conoscenze preziose per le patologie più diffuse.
Il coinvolgimento dei Biologi rafforza così l’approccio multidisciplinare, integrando competenze scientifiche e cliniche per sviluppare modelli di cura più personalizzati ed efficaci.
La partecipazione dell’Ordine dei Biologi conferma l’impegno della Categoria a promuovere la collaborazione tra professioni sanitarie, valorizzare la formazione continua e sostenere la ricerca scientifica, con l’obiettivo finale di migliorare la qualità della vita dei pazienti e contribuire a una medicina sempre più innovativa, su misura e inclusiva.