In questa pagina raccogliamo risorse utili all'orientamento professionale per gli iscritti all'Ordine, per i Biologi e per studenti e laureati nelle Scienze della Vita.

Di seguito sono riportate informazioni operative utili per accedere alla professione di Biologo e per avviare, quando previsto, l'attività libero-professionale.

In alternativa, per un supporto introduttivo, puoi consultare e scaricare il nostro video vademecum per Biologi(203.77 MB) .

Come diventare Biologo: la guida

Diventare Biologo richiede il completamento di un percorso formativo specifico e l'adempimento di alcune formalità professionali. Ecco i principali passaggi.

  1. Conseguire il titolo di studio

    Il primo passo è ottenere un titolo di studio appartenente a una delle classi che consentono l'accesso alla sezione A o alla sezione B dell'Albo.

    Per accedere alla sezione A è richiesto un titolo di secondo livello o equiparato e, dopo l'abilitazione, si consegue il titolo professionale di Biologo. Per accedere alla sezione B è sufficiente uno dei titoli di primo livello o equiparati previsti dalla normativa e, dopo l'abilitazione, si consegue il titolo professionale di Biologo junior.

    • Per la sezione A: laurea magistrale (LM), specialistica (S) o titolo equiparato in:
      • Biologia - Laurea specialistica classe 6/S o Laurea magistrale classe LM-6;
      • Biotecnologie agrarie - Laurea specialistica classe 7/S o Laurea magistrale classe LM-7;
      • Biotecnologie industriali - Laurea specialistica classe 8/S o Laurea magistrale classe LM-8;
      • Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche - Laurea specialistica classe 9/S o Laurea magistrale classe LM-9;
      • Scienze della nutrizione umana - Laurea specialistica classe 69/S o Laurea magistrale classe LM-61;
      • Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio - Laurea specialistica classe 82/S o Laurea magistrale classe LM-75;
      • Laurea in Scienze Biologiche secondo gli ordinamenti previgenti al D.M. 3 novembre 1999, n. 509 (vecchio ordinamento), o altro titolo equiparato secondo la normativa vigente.
    • Per la sezione B: laurea triennale (L) o titolo equiparato in:
      • Biotecnologie - Laurea classe 1 o Laurea classe L-2;
      • Scienze biologiche - Laurea classe 12 o Laurea classe L-13;
      • Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura - Laurea classe 27 o Laurea classe L-32;
      • Diploma universitario triennale in Analisi chimico-biologiche;
      • Diploma universitario triennale in Biologia;
      • Diploma universitario triennale in Biotecnologie industriali;
      • Diploma universitario triennale in Tecnici in biotecnologie;
      • Diploma universitario triennale in Tecnico dello sviluppo ecocompatibile;
      • Diploma universitario triennale in Tecnico sanitario di laboratorio biomedico.
  2. Superare l'Esame di Stato

    Una volta ottenuto il titolo di studio previsto, è necessario conseguire l'abilitazione professionale secondo la disciplina vigente. Per informazioni aggiornate su requisiti, sessioni e modalità dell'Esame di Stato consulta la sezione del sito dedicata alla preparazione all'Esame di Stato.

  3. Iscriversi all'Ordine dei Biologi

    Dopo aver conseguito l'abilitazione, nei casi previsti dalla normativa è necessario iscriversi all'Ordine territoriale competente per esercitare la professione di Biologo. La procedura richiede la presentazione della domanda e della documentazione prevista e il pagamento della quota di iscrizione.

    Questi adempimenti riguardano l'esercizio della professione sia in forma dipendente, quando l'iscrizione all'Albo è richiesta per il ruolo svolto, sia in forma libero-professionale. Chi esercita attività libero-professionale deve inoltre adempiere agli obblighi fiscali e previdenziali pertinenti.

  4. Adempimenti per l'esercizio della libera professione

    Per iniziare a esercitare come libero professionista occorre, in particolare:

    • disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), secondo gli obblighi previsti per gli iscritti agli Albi professionali;
    • aprire una partita IVA, direttamente attraverso i servizi dell'Agenzia delle Entrate oppure con l'assistenza di un intermediario o consulente fiscale;
    • individuare il codice ATECO coerente con l'attività effettivamente svolta.

    La classificazione ATECO descrive le attività economiche e non assegna automaticamente un unico codice a ciascuna professione. Un Biologo può quindi rientrare in codici diversi in funzione dell'attività concretamente esercitata. Di seguito sono riportati alcuni codici ATECO 2025 potenzialmente pertinenti a differenti attività professionali del settore biologico; la scelta va verificata caso per caso.

    Esempi di codici ATECO 2025 pertinenti a diverse attività professionali
    Ambito di attività Codici ATECO 2025
    Collaudi, analisi tecniche, controllo qualità e certificazione
    • 71.20.1 - Collaudi e analisi tecniche di prodotti;
    • 71.20.19 - Altri collaudi e analisi tecniche di prodotti;
    • 71.20.2 - Attività di controllo di qualità e certificazione di prodotti;
    • 71.20.21 - Attività di riconoscimento dell'origine dei prodotti;
    • 71.20.29 - Altre attività di controllo di qualità e certificazione di prodotti.
    Ricerca scientifica e sviluppo
    • 72.10.10 - Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie;
    • 72.10.29 - Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze naturali e dell'ingegneria n.c.a.
    Consulenza professionale, sicurezza e ambiente
    • 74.99.21 - Attività di consulenza in materia di sicurezza e salute dei posti di lavoro;
    • 74.99.31 - Attività di consulenza in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento e di gestione dei rifiuti;
    • 74.99.32 - Attività di consulenza in materia di gestione delle risorse energetiche, energie rinnovabili ed efficienza energetica;
    • 74.99.33 - Attività di consulenza in materia di gestione delle risorse idriche, minerali e altre risorse naturali per usi differenti da quelli energetici;
    • 74.99.99 - Tutte le altre attività varie professionali, scientifiche e tecniche n.c.a.
    Attività sanitarie e di laboratorio medico
    • 86.91 - Attività di diagnostica per immagini e di laboratorio medico;
    • 86.91.02 - Attività di laboratorio medico;
    • 86.99.09 - Altre attività varie per la salute umana n.c.a.

    Per verificare il codice più adatto alla propria attività è possibile consultare la classificazione ATECO dell'ISTAT e, in caso di dubbio, rivolgersi a un consulente fiscale. In particolare, non è corretto dedurre il codice esclusivamente dal titolo professionale: deve essere coerente con l'attività economica effettivamente svolta.

  5. Scegliere il regime fiscale

    Il regime fiscale determina le modalità di determinazione e tassazione del reddito. Per i professionisti possono essere applicabili, in presenza dei relativi requisiti, il regime ordinario o il regime forfettario.

    • Regime ordinario: il reddito professionale è assoggettato all'IRPEF secondo gli scaglioni vigenti e agli altri adempimenti previsti dalla normativa fiscale.
    • Regime forfettario: se ricorrono i requisiti di legge, prevede un'imposta sostitutiva ordinariamente pari al 15%; l'aliquota del 5% può applicarsi nei primi cinque periodi d'imposta soltanto quando sono soddisfatte le specifiche condizioni previste dalla legge. Il limite ordinario di ricavi o compensi per l'accesso e la permanenza nel regime è pari a 85.000 euro annui, ferme restando le altre cause di esclusione e le regole di fuoriuscita previste dalla normativa.

    Le regole relative a IVA, fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria dipendono dalla natura della prestazione e dal destinatario. In particolare, le prestazioni sanitarie possono beneficiare dell'esenzione IVA quando ricorrono i presupposti di legge; per le fatture relative a prestazioni sanitarie i cui dati devono essere trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria opera inoltre la disciplina specifica che vieta l'emissione della fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio.

    Per dubbi, chiarimenti o supporto sugli aspetti fiscali della professione puoi usufruire del nostro servizio di consulenza gratuita.

  6. Iscriversi all'ENPAB quando ricorrono i presupposti

    L'iscrizione all'ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi) è obbligatoria quando ricorrono i presupposti previsti dal relativo Regolamento, in particolare con l'effettivo esercizio dell'attività professionale che produce reddito professionale.

    La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall'inizio effettivo dell'attività professionale. La procedura di iscrizione è disponibile online sul sito ENPAB con accesso tramite SPID o CIE.

    Gli iscritti sono tenuti, secondo la disciplina ENPAB vigente, al versamento di:

    • contributo soggettivo, pari al 15% del reddito professionale, nel rispetto del contributo minimo annualmente determinato;
    • contributo integrativo, pari al 4% dei corrispettivi rilevanti secondo il Regolamento, nel rispetto del contributo minimo annualmente determinato;
    • contributo di maternità, determinato annualmente dall'Ente.

    Importi minimi, scadenze e modalità di versamento possono variare nel tempo: per i valori aggiornati consulta direttamente la documentazione pubblicata da ENPAB.

  7. Verificare le eventuali riduzioni contributive ENPAB

    ENPAB prevede, in presenza dei relativi requisiti e su richiesta dell'interessato, alcune riduzioni del contributo soggettivo minimo. Tra queste:

    • per chi, al momento dell'iscrizione, non ha ancora compiuto 30 anni, è prevista una riduzione del 50% del contributo soggettivo minimo per il primo anno di iscrizione e per i due successivi;
    • in presenza di altra copertura previdenziale obbligatoria possono essere previste riduzioni secondo il Regolamento ENPAB vigente;
    • le riduzioni non sono cumulabili tra loro.

    Le condizioni applicabili devono essere verificate nella documentazione ENPAB aggiornata al momento dell'iscrizione o della richiesta.

  8. Gestire correttamente prestazioni sanitarie, fatturazione e Sistema Tessera Sanitaria

    Gli obblighi fiscali variano in base alla natura della prestazione concretamente resa. Le prestazioni sanitarie che soddisfano i requisiti previsti dalla normativa possono essere esenti da IVA; le prestazioni non sanitarie seguono invece la disciplina IVA applicabile al caso concreto.

    Gli iscritti all'Albo dei Biologi rientrano tra i soggetti che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sanitarie nei casi previsti. Per le fatture i cui dati devono essere inviati al Sistema Tessera Sanitaria si applica la specifica disciplina che esclude l'emissione tramite Sistema di Interscambio. Per le altre operazioni si applicano le regole ordinarie sulla fatturazione elettronica.

Diventare Biologo richiede attenzione agli aspetti formativi, professionali, fiscali e previdenziali. Le regole possono variare nel tempo e in funzione dell'attività concretamente esercitata: per gli adempimenti fiscali e previdenziali è quindi opportuno verificare sempre le fonti istituzionali aggiornate e, quando necessario, rivolgersi ai servizi di consulenza competenti.

Schede descrittive delle singole professioni

Tratte dalla rubrica “Un lavoro da Biologo”, pubblicata su BioPills.

Atlanti professionali

Altre risorse